Quale evoluzione per l'ecodesign (2011)
intervista all'arch. Marco Capellini
In questi ultimi anni si parla tanto di sostenibilità ambientale. Ma che cosa vuol dire concretamente che un prodotto è sostenibile?
Innanzitutto va detto che il termine "sostenibilità" ormai è inflazionato. Viene utilizzato a volte impropriamente per giustificare un comportamento o azione rispettosa dell'ambiente senza fornire adeguate specifiche. Nel corso di questi ultimi due anni di crisi economica, molte imprese hanno cercato di sfruttare "l'ondata verde" del mercato attraverso azioni di "green washing", come pura azione di marketing e non come concreta azione di sostenibilità ambientale di prodotto.
Energie rinnovabili e bioenergie (2011)
Fonte: Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, 2009
Le fonti energetiche rinnovabili sono costituite da risorse naturali ed ambientali in grado di rigenerarsi: il sole, il vento, l'acqua, le biomasse, il calore della Terra, il moto ondoso - se opportunamente gestite - possono fornire energia "pulita" senza essere soggette ad esaurimento.
Sviluppo Sostenibile: dalla nascita ai primi approcci (2011)
di arch. Marco Capellini
"Uno sviluppo che soddisfa le esigenze del presente senza compromettere la possibilità per le generazioni future di soddisfare i propri bisogni" (WCED, 1987). Sono passati ventitre anni da quando la Commissione mondiale per l'Ambiente e lo Sviluppo - nell'oramai famoso "Our common future" meglio conosciuto come Rapporto Brundtland - definiva e poneva all'attenzione della comunità internazionale il nuovo approccio ai temi della crescita economica e della tutela dell'ambiente: lo sviluppo sostenibile.
Sviluppo Sostenibile: la svolta diventa ufficiale (2011)
di arch. Marco Capellini
Nel 1992 i leaders del mondo si riuniscono a Rio de Janeiro dando vita ad un evento "storico" - la Conferenza delle Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo (UNCED) - volto a creare consenso e accordi internazionali sugli aspetti cruciali riguardanti la tutela dell'ambiente e lo sviluppo. In questa occasione vengono adottate la Convenzione sulla Diversità biologica (CBD) - oggi sottoscritta da 192 Stati - la Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici, presentata la Dichiarazione di Rio a conclusione dei lavori e l'Agenda 21, una sorta di Piano strategico sulle azioni ambientali da perseguire nel corso del 21° secolo.
Verso un'economia a basso contenuto di carbonio (2011)
Fonte: Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Le sfide ambientali. Documento di sintesi sullo stato dell'ambiente in Italia
L'energia è essenziale per lo svolgimento di tutte le attività umane di produzione, consumo e utilizzo del tempo libero. Ogni giorno per cucinare, riscaldare ambienti, utilizzare elettrodomestici o provvedere al funzionamento di interi settori economici, utilizziamo energia prodotta prevalentemente da combustibili fossili come il petrolio, il gas naturale e il carbone.
Che cos'è la biodiversità e perché è importante conservarla (2011)
di arch. Marco Capellini
Negli ultimi anni, i temi legati alla conservazione e alla valorizzazione della biodiversità sono divenuti centrali nell'agenda ambientale delle principali istituzioni sia internazionali che nazionali. La Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD, 1992) è la principale istituzione internazionale che offre un approccio ampio ed onnicomprensivo dei diversi aspetti legati alla biodiversità, al fine di promuovere politiche a tema e questioni trasversali nell'ambito di tre fondamentali obiettivi: la conservazione della diversità biologica, l'uso sostenibile delle sue componenti e la giusta ed equa distribuzione dei benefici derivanti dall'uso delle risorse genetiche.
La biodiversità: il quadro istituzionale internazionale (2011)
di arch. Marco Capellini
Alla fine degli anni Ottanta, il termine "diversità biologica" successivamente contratto in "biodiversità" – oggetto di studio dell'allora nuova branca della biologia della conservazione – esce dai ristretti circoli della comunità scientifica per conquistare un posto di rilievo nella negoziazione ambientale delle Convenzioni internazionali. Da questo momento in poi, il termine sarà utilizzato largamente non solo da biologi ed ambientalisti ma anche da leaders politici e cittadini ovunque nel mondo fino a coincidere spesso, nel suo significato più ampio, con l'ambiente naturale e la conservazione della natura.
Cambiamenti climatici ed energia (2011)
Fonte: Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Le sfide ambientali.
Documento di sintesi sullo stato dell'ambiente in Italia
I consumi energetici in Italia
L'andamento dei prezzi dell'energia nel mondo ha ridotto l'impatto in Italia dell'evoluzione dell'assetto normativo, con la liberalizzazione dei mercati energetici e l'introduzione di nuove forme di incentivazione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. È inoltre una delle cause dei cambiamenti in atto negli approvvigionamenti, con la crescita del ruolo del gas naturale rispetto ai prodotti petroliferi, un tendenziale aumento del contributo delle fonti rinnovabili e della cogenerazione e, a partire dal 2001, una ripresa dei consumi di combustibili solidi, il cui contributo alle fonti energetiche primarie (compresa l'energia elettrica primaria) è passato dall'8,6% del 2001 all'11,1% del 2007.
Verso un nuovo design italiano per la sostenibilità (2010)
di arch. Marco Capellini
Negli ultimi anni stiamo assistendo ad una progressiva attenzione per le tematiche ambientali. L'allarmismo delle associazioni ambientaliste e degli scienziati sulle probabili catastrofi a cui il pianeta andrebbe incontro, la presa di posizione dei diversi governi verso la tutela dell'ambiente con la conseguente introduzione di norme, le risorse naturali del nostro pianeta eccessivamente sfruttate, la produzione di massa di "nuovi" prodotti orientati a soddisfare un consumatore sempre più esigente, sono tra le principali cause di una situazione generale caratterizzata da maggiore consapevolezza riguardo all'insostenibilità degli attuali modelli di produzione e consumo.
Dall'Ecodesign al Design for Sustainability (2010)
di arch. Marco Capellini
Dalla seconda metà degli anni '80, la problematica ambientale - legata alla "insostenibilità" degli attuali stili di vita, di produzione e di consumo, all'eccessivo sfruttamento delle risorse ambientali ed energetiche, all'inquinamento e al cambiamento climatico - è salita alla ribalta del dibattito economico e politico della comunità internazionale, avviando un processo di forte sensibilizzazione che ha investito le istituzioni, le imprese e i consumatori.




