Inerti: Introduzione
I materiali inerti riciclati appartengono a due grandi categorie: quelli derivanti dalle lavorazioni dell'industria estrattiva e ceramica (polveri, pietrisco, residui di taglio, piastrelle e altri prodotti non idonei alla commercializzazione) e quelli ricavati dalle attività di costruzione e demolizione nei cantieri edili (laterizi, calcestruzzo e macerie miste). Quest'ultima categoria costituisce uno dei flussi prioritari di approvvigionamento per il settore del riciclaggio.
Proprietà
Gli aggregati riciclati rappresentano in molti casi una risorsa alternativa alle materie prime naturali, offrendo anche importanti vantaggi dal punto di vista ambientale e della salvaguardia del territorio, a cominciare dalla riduzione dell'attività estrattiva, con conseguente preservazione e ottimizzazione dello sfruttamento dei giacimenti.
Processo di riciclo
Mentre il materiale inerte proveniente dagli scarti di lavorazione dell'industria ceramica viene di norma reimpiegato nello stesso ciclo produttivo, i rifiuti inerti post-consumo hanno origini diverse e presentano composizione e caratteristiche molto variabili.
Di norma, questa tipologia di rifiuti viene sottoposta solo a triturazione meccanica, per raggiungere granulometrie adatte agli impieghi richiesti.
Inoltre, ci sono altri materiali inerti che provengono dalle demolizioni o ristrutturazioni che possono essere riutilizzati tali e quali. Si tratta per esempio dei coppi e dei mattoni fatti a mano, che vengono puliti e rivenduti per essere impiegati in nuove costruzioni.
Applicazioni
I materiali inerti riciclati trovano impiego come aggregati per la realizzazione di strade, riempimenti e colmate, e come sabbia, pietrisco e ghiaia per l'industria ceramica e quella edile.




