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Introduzione
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sezione a cura di
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La produzione della carta, originariamente ottenuta dalla lavorazione di stracci, ritagli di vestiti, tessuti usati e cordami, si basa oggi su risorse naturali rinnovabili e riciclabili. La sua componente fibrosa è costituita principalmente dalla cellulosa ricavata dal legno delle conifere o delle latifoglie e da “carta da macero”, fibre secondarie ottenute dal riciclo di prodotti cartari giunti al termine del loro ciclo di consumo. A queste, vengono aggiunte sostanze di carica minerali inerti che conferiscono lucentezza, brillantezza e facilità di stampa al prodotto finale. Data la varietà di tipologie esistenti e le numerose proprietà che possono caratterizzare questo materiale, diventa difficile enumerare tutte le applicazioni per cui esso si presta; tra le più importanti possiamo però ricordare la produzione di cartone ondulato per imballaggio, di carte patinate o naturali per usi grafici e di carte per usi igienico-sanitari.
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RICICLO |
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La fibra di cellulosa riciclata pre-consumo viene ricavata principalmente da scarti di cartotecnica o di segheria e da prodotti che non rispondono ai requisiti qualitativi necessari per essere immessi sul mercato. La carta recuperata post-consumo, deriva invece da imballaggi in cartone, giornali, prodotti cartari provenienti dalla raccolta differenziata urbana e industriale. Considerando i canali di approvvigionamento, possiamo invece distinguere due differenti tipologie di macero: quello proveniente dalla raccolta industriale e commerciale e quello recuperato attraverso la raccolta differenziata. Il primo, localizzato presso industrie cartotecniche, editori, uffici, grandi magazzini, viene di norma recuperato da professionisti e arriva in cartiera selezionato ed imballato; il secondo, prevalentemente costituito da cartaccia mista e giornalame, deve essere invece isolato dai rifiuti solidi urbani all'origine, per evitare che la carta si mescoli con altri materiali che, inquinandola, la rendano inutilizzabile.
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Di norma, tutte le tipologie di carta possono essere recuperate, ma occorre considerare che durante le fasi di riciclo si assiste ad un progressivo deterioramento delle prestazioni tecniche del materiale. Per questo motivo, le fibre possono subire il processo di riciclo da cinque a sette volte, finché, perdendo la consistenza necessaria a produrre altra carta, diventano rifiuto e vengono avviate al recupero energetico (termovalorizzazione). I dati sulla produzione e sull’impiego di MPS derivante dal riciclo di carta e cartoncino sono attualmente abbastanza confortanti: il tasso di utilizzo della carta da macero nella produzione di carta e cartone delle cartiere italiane è pari ad oltre il 50% in peso delle materie prime impiegate. In più, il progressivo incremento della raccolta interna di rifiuti cellulosici, ha determinato in questi ultimi anni il superamento del fabbisogno dell’industria cartaria nazionale, determinando un aumento dell’export di questo tipo di MPS. Su questo punto occorre però specificare che non è ancora possibile sostituire completamente le importazioni di maceri di qualità maggiore, per cui l’Italia dipende ancora da paesi stranieri.
Per informazioni riguardanti il processo di riciclo della carta, visita la sezione:
TECNOLOGIE E PROCESSI DI RICICLO (Leggi...)
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CARATTERISTICHE E LAVORABILITÀ DELLA MATERIA PRIMA SECONDA |
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Non è possibile descrivere nel dettaglio le proprietà della carta da macero, perché diversi sono i settori di provenienza e molteplici le miscelazioni realizzate in funzione dei prodotti finali. Come per altri materiali, l’accuratezza della fase di raccolta e di selezione ne influenza notevolmente il valore tecnico ed economico. Il macero di qualità inferiore è prevalentemente utilizzato nella produzione di cartone e carte per ondulati, mentre quello di qualità più pregiate viene destinato alla produzione di carte grafiche, successivamente sottoposte a disinchiostrazione per raggiungere un sufficiente grado di bianco.
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semilavorati in fibra di cellulosa riciclata da carta da macero
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PRINCIPALI APPLICAZIONI |
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- imballaggi - carte grafiche (carte per stampa e fotocopie, giornali, articoli per cancelleria) - carte igienico-sanitarie per usi domestici e industriali - arredi e complementi - materiali per l’edilizia (isolanti, pannelli alveolari, intonaci e finiture)
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INFORMAZIONI AMBIENTALI |
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L’impiego di carta riciclata in sostituzione alle fibre vergini rappresenta un’importante risparmio di risorse, poiché non solo evita in parte il ricorso alla deforestazione, ma riduce notevolmente anche il consumo di acqua, elemento fondamentale e largamente impiegato durante le fasi di lavorazione della materia prima. La produzione di maceri da raccolta differenziata consente inoltre un considerevole risparmio energetico, considerando che, mentre la prima richiede l’impiego di 418/546 Mj/t, la produzione di materia prima vergine consuma dalle 6120 alle 19000 Mj/t, dipendentemente dai diversi processi di lavorazione. Con il riciclo di una tonnellata di carta e cartone si evitano emissioni di CO2 in atmosfera per circa 210 kg di CO2eq pari al saldo tra le emissioni generate nella produzione di carta riciclata e le emissioni che sarebbero state generate utilizzando fibre vergini. Se si considerano le emissioni generate durante la fase di raccolta e selezione dei maceri e quelle risparmiate come conseguenza del mancato smaltimento in discarica, si stima una riduzione nelle emissioni di CO2eq pari a 1308 kg per ogni tonnellata di carta raccolta, selezionata e riciclata. Occorre però rilevare che la carta da macero può contenere tracce di formaldeide e fenoli derivanti da precedenti lavorazioni e che il suo impiego, se da un lato è un beneficio per l’ambiente perché riduce l’impatto ambientale della produzione di materia prima, dall’altro genera scarti di lavorazione che necessitano di ulteriore recupero/riciclo o di smaltimento. Si tratta sostanzialmente di fanghi da cartiera derivanti dai processi di disinchiostrazione e scarti di pulper prodotti durante la separazione della fibra dalle impurità (residui di ferro, legno e plastica) nelle prime fasi di trattamento della MPS. I residui della produzione della carta possono essere riutilizzati in vari modi, tra cui la copertura di discariche o cave, e più in generale per le operazioni di ripristino del suolo. I fanghi di cartiera vengono avviati a impianti di produzione di cemento e laterizi, per il recupero delle cariche minerali contenute, o ad altre cartiere, che ne recuperano la fibra. La matrice organica e l’estremamente basso contenuto di metalli e altri composti pericolosi, che compongono l’ultima frazione dei residui possono essere invece avviati al recupero attraverso la termovalorizzazione.
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RIFERIMENTI |
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Comieco – Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica www.comieco.org Assocarta - Associazione Italiana fra gli Industriali della Carta,Cartoni e Paste per Carta www.assocarta.it
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