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Consumo e produzione sostenibiliSfruttare tutto il potenziale verde d’Europa![]() Nell’ultimo decennio, l’UE ha sviluppato molti strumenti economici e politici per far fronte alle problematiche legate al consumo e alla produzione. L’UE ha un ruolo di guida nel mondo per l’etichettatura dei prodotti e l’eco-design, settori nei quali sta sviluppando competenze e creando nuovi posti di lavoro. Tuttavia ci restano ancora sfide enormi da affrontare. I modelli attuali di consumo contribuiscono in gran parte alla ricchezza dell’UE, ma creano molti problemi ambientali. Jacqueline McGlade, direttrice esecutiva dell’Agenzia europea dell’ambiente, ha rilevato che il consumo in Europa è molto elevato rispetto ad altre aree e la spesa aumenta ogni anno per gli alloggi, il tempo libero, i trasporti, il riscaldamento e l’istruzione. Secondo le previsioni vi sarà un rialzo nel consumo delle risorse e dell’energia nei prossimi decenni. "I modelli attuali di consumo contribuiscono in gran parte alla ricchezza dell’UE, ma creano molti problemi ambientali." I cittadini dell’UE rappresentano soltanto il 7% della popolazione della Terra, ma consumano la metà della produzione mondiale di carne, un quarto della carta prodotta e il 15% dell’energia. "La nostra crescita è insostenibile. Se non riusciamo a controllare i consumi, dobbiamo almeno ridimensionarli." ha affermato la McGlade. A suo avviso i tre settori principali sui quali bisogna focalizzarsi sono cibo e bevande, alloggi e mobilità. ![]() Priorità ai prodotti Secondo il direttore della DG Ambiente Timo Makela, i prodotti dovrebbero essere al centro di ogni soluzione per la SCP. Su di essi si incentrano numerose sfide, dal consumo energetico all’efficienza delle risorse, fino ad arrivare alla campagna intrapresa dall’Europa per un’economia a basso tenore di carbonio. L’impatto ambientale di un bene non si limita unicamente al suo uso: "Nell’UE, tra il 70 e l’80% dell’impatto ambientale di un prodotto si produce durante tutto il ciclo di vita, dall’estrazione dei materiali fino a quando viene gettato" ha dichiarato. Facendo eco all’appello di Makela per promuovere l’acquisto di prodotti migliori dal punto di vista della sostenibilità e del design, Martin Eifel della DG Imprese ha soggiunto che la progettazione di un prodotto è cruciale per minimizzare l’impatto ambientale durante l’uso e il riciclaggio. L’ecodesign è rivolto anche agli effetti ambientali del processo di produzione. Pacchetto per la SCP Il nuovo pacchetto di misure e il piano d’azione sono iniziative congiunte delle Direzioni Ambiente, Energia e Industria della Commissione. Il piano s’incentra sul miglioramento dell’efficienza dell’energia e delle risorse, riducendo la pressione ambientale in un’economia in crescita nel breve termine e convertendo le sfide ambientali in opportunità, laddove sia possibile. Obiettivo specifico è quello di migliorare il rendimento ambientale di un prodotto lungo tutto il suo ciclo di vita. "Desideriamo incoraggiare la domanda per prodotti più sostenibili," ha affermato Makela, "una sorta di rivoluzione nei prodotti e nelle tecnologie utilizzati per realizzarli. In definitiva," ha continuato, "è necessario indirizzare i rivenditori, i consumatori e gli intermediari europei a scegliere più responsabilmente i prodotti.". Makela ha sottolineato come il piano d’azione porti al rafforzamento degli strumenti esistenti in questo settore, anche se talvolta risultano frammentati, e allo stesso tempo all’introduzione di nuove politiche e strumenti. ![]() Strumenti volontari L’ecodesign è stato oggetto di molte discussioni. Si è suggerito di riferire tale nozione alla facilità con cui si può riciclare i prodotti, all’eliminazione graduale di qualsiasi sostanza pericolosa contenuta negli stessi nonché all’obiettivo di usare meno risorse per produrli. Eifel ha evidenziato il vantaggio dell’Europa in quanto leader nell’ecodesign, con norme che sono spesso prese come esempio nel resto del mondo; ha poi asserito che il nuovo pacchetto per la SCP, inteso a creare una politica integrata dei prodotti, contribuirebbe a estendere il più possibile la nozione di ecodesign tra i prodotti, tra cui, ad esempio, quelli utilizzati per l’isolamento negli edifici e nei telai delle finestre. Costituirebbe altresì un incentivo per acquistare prodotti più sostenibili e dare un sostegno generale ai prodotti rispettosi dell’ambiente. "La direttiva sull’ecodesign rappresenta le fondamenta della nostra politica in questo contesto" ha affermato. Timo Makela ha sottolineato l’importanza di politiche coerenti sull’ecodesign. "Auspichiamo un costante miglioramento nel rendimento dei prodotti. Ciò è realizzabile premendo ulteriormente l’acceleratore sulle politiche nonché attraverso l’introduzione di sistemi di benchmarking, etichettatura, requisiti minimi, ecc." ha aggiunto. Autoregolamentazione Gli strumenti volontari sono parte integrante del nuovo pacchetto per la SCP. Uno dei più efficaci è il sistema di ecogestione e di audit (EMAS) dell’UE, un’iniziativa volta a migliorare le prestazioni ambientali delle imprese. La terza versione di EMAS, attualmente in fase di elaborazione, potrà contare su di una maggiore osservanza delle norme e sull’introduzione di indicatori delle prestazioni ambientali, oltre a procedure di verifica più semplici. Si auspica che il progetto sarà disponibile globalmente e che attirerà l’attenzione anche delle imprese al di fuori dell’UE. Entro 5 anni dall’adozione del regolamento, la portata del nuovo sistema di etichettatura ecologica europea Ecolabel sarà estesa a 50 gruppi di prodotti (prima erano 25). I suoi criteri saranno riveduti in modo tale da essere meglio recepiti dall’industria. La Commissione auspica inoltre che l’Ecolabel costituisca la base degli acquisti verdi nel settore pubblico, per i quali vengono spesi miliardi di euro ogni anno all’interno dell’UE. "Il nostro obiettivo è quello di raggiungere un livello del 50% di acquisti verdi nel settore pubblico in tutti i paesi dell’UE entro il 2010" ha dichiarato Pavel Misiga della DG Ambiente, aggiungendo che la Commissione sta facendo di tutto per rendere gli strumenti volontari più semplici e convenienti da applicare per le imprese. Diversi partecipanti hanno richiesto più incentivi e una migliore informazione per cambiare il comportamento dei consumatori. "Solo il 10-15% dei consumatori compra prodotti verdi. I rivenditori occupano una posizione privilegiata per dare impulso a questa percentuale, potendo mettere a disposizione un maggior numero di prodotti sostenibili e rendendo più verde la catena delle forniture", ha affermato il consulente della DG Ambiente Herbert Aichinger. ![]() Fonte: Commissione Europea Il documento integrale è pubblicato sul sito della Commissione Europea: http://ec.europa.eu/environment/news/efe/greenweek/081119_greenwk_02_scp_it.htm
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